Colonna sonora del giorno:

Hans Zimmer - Time (Inception)

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Postato 22 ore fa
Un uomo ha bisogno di fare la sua provvista di sogni.

Un uomo ha bisogno di fare la sua provvista di sogni.

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Postato 2 giorni fa

“Il Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto.
“Dove sono gli uomini?” disse il Piccolo Principe “si é un po’ soli nel deserto”
“Si é soli anche con gli uomini” rispose il serpente.”

Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry (via appuntidivita)

(via afucking-mess)

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Postato 4 giorni fa

Patrick odiava addormentarsi rapidamente


Patrick é stanco del sole, vorrebbe del sano buio, dell’oscurità di un’eclissi totale che manca da un tempo che non si sforza di ricordare. Dalla Terra vedono sempre la stessa faccia della Luna, così Patrick ha deciso di addormentarsi dall’altra parte, il “dark side” che sfugge agli occhi dei superficiali, degli increduli e dei sobri. Le palpebre si chiudono lente, spiragli arrugginiti, troppa polvere spaziale in quel periodo, pur sempre meglio dello smog terrestre, quello li divorava gli occhi. Patrick scrive nei momenti che precedono e seguono immediatamente il sonno, come un eterno flusso di coscienza i suoi pensieri volano tra i satelliti americani e russi, la NASA non riesce ad intercettarli. Criticava i terresti che cedevano alla stanchezza, quelli che crollavano e dopo qualche secondo si ritrovavano già in fase REM, perdevano l’ebrezza del passaggio da uno stadio all’altro del sonno. Patrick si gira una, due, tre, quattro volte, rivolge un primo sguardo a Marte e pensa che un giorno i terresti riusciranno a colonizzarlo, testardi nell’inseguire il mito dell’ extraterrestre, ingenui nell’autoconvinzione di aver conquistato qualcosa: rocce, silicati ed ossido di ferro; gli alieni non sono da ricercare nella galassia, ogni umano è alieno con i suoi simili e con sé stesso. Palpebre quasi completamente chiuse. L’ultimo pensiero va alla Terra, il cuore di Patrick non sie emoziona più a quella visione, essere nato lì non lo riempie d’orgoglio, anzi si sente oppresso dai limiti degli abitanti di quell’irrilevante pianeta, il distacco è purtroppo ancora parziale, incompleto, domani troverà una soluzione. Si è fatto tardi, gli occhi in coma, la mente ha viaggiato, le riflessioni sono arrivate. I terresti staranno sognando da un pezzo. Patrick si gira verso il vuoto. Stavolta si dorme.

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Postato 5 giorni fa

La morte aspetta fuori al portone


David partì, il suo non é uno di quei viaggi felici, era diretto ad un OPG, gli dicevano così perché ospedale psichiatrico giudiziario risuonava come una condanna, lo era. Verso l’inferno stava andando anche Giulia con le pastiglie di MD ancora tra le mani, il suo viso con il trucco semi-svanito di qualche sera fa avrebbe colpito la sensibilità di chiunque, aveva due età, quella anagrafica recitava 21, quella cadaverica diceva over 60, aveva riempito il finestrino dell’auto di lacrime. Arrivarono in quel luogo maledetto da Dio nello stesso momento, David cercava un oggetto tagliente per potersi aprire le vene e farne uscire il contenuto prima di entrare dal grosso portone, Giulia si mangiava le unghie fino alla carne, sanguinava ma voleva prendere l’ecstasy, quella era la sua unica preoccupazione, non ha mai desiderato cosi tanto l’overdose come in quel dannato momento. Il personale li accoglie e dopo alcune visite di rito i due sono dentro, le loro volontà erano rimaste all’esterno e aspettavano i rispettivi padroni. Dopo tre anni David e Giulia sono finalmente puliti, e qualche tempo dopo le loro ceneri vengono sparse nel lago delle menti malate, dei figli mai ritornati, delle debolezze assillanti, dei sorrisi mai formati.

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Postato 1 settimana fa

lettherebemusicblog:

Hello,
Is there anybody in there
Just nod if you can hear me
Is there anyone at home…

(via ilanark)

25.001 Ascolti
Postato 1 settimana fa

Song of the day (SUNDAY):

Baustelle - Gomma

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Postato 1 settimana fa

“Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall’inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d’acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
Ti hanno portato a barattare i tuoi eroi per dei fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un freddo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo da protagonista in una gabbia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui.”

Pink Floyd - wish you were here (via pennarellispenti)

(via splendidodisaastro)

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Postato 3 settimane fa

Sovrapposizioni imbarazzanti


Con i piedi cerco gli estremi del letto perché lì ci sono altre temperature, altre zone d’ombra, e perché mi piace un botto. Fase rem. Palafitte sulle nuvole delle sirene, ladri con altre possibilità, Paola con le sue calze rovinate e i sorrisi dilaniati, Mirco e i tagli sulle braccia, divorzia dall’autolesionismo e abbraccia il punk, intanto l’America trema: bomba atomica su New York. Trema tutto, gli scoiattoli di Central Park mi fissano come se il responsabile di ciò che stava accadendo fossi io, nemmeno se avessi sbagliato un calcio di rigore…
Rassegnarsi alla catastrofe e al collasso del cielo mentre gli artisti di strada continuano i suoni, i canti e le danze, polvere nei loro cappelli e oro nel Vaticano.

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Postato 3 settimane fa

Song of the day: 

Damien Rice - Cannonball

 

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Postato 3 settimane fa