Selvaggina desperada - parte seconda


Ed eccoci qua, io, Mud e un merdoso camper, in un habitat a noi poco consono: la natura. Papà diceva sempre che un vero uomo é colui che riesce ad allontanarsi dalla civiltà anche solo per un minuto, che dorme nel fango e mangia vermi, o almeno é quello che lui diceva di aver fatto in Vietnam. Mud ed io di certo non eravamo reduci di guerra, né campagnoli, il pollice verde non ci ha mai appassionato, il campeggio é stata sempre un’idea scartata per le vacanze, ma ora volevamo cambiare vita, una settimana come non mai, quindi lasciammo a casa le sigarette, le fighe, le sostanze stupefacenti, la corruzione del denaro e le birre che accompagnavano le partite di football. Lontani da Boston possiamo realizzarci e dare una svolta alle nostre vite da copione, si, siamo attori in declino costretti a recitare per rispettare il contratto che ci lega a questo mondo falsato, le nostre esistenze sono film a basso costo che nessuno vedrà o noleggerà, qui nessuno vuole l’oscar, cerchiamo di capire solo chi siamo. Villaggio per camper vuoto? Dove diavolo sono gli altri? Sono le prime domande che io e Mud ci poniamo arrivati sul posto, animali e silenzio tombale. Buonanotte! […]

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Postato 2 settimane fa

In un cerchio infuocato per i disperati


Sono fuori scuola, la panchina dove aspettavi l’autobus ora é solo ferro e legno, e la campanella di fine lezione non suona piú. La notte prima degli esami fu di un sesso diverso, un sapore amaro che preannunciava, che preannunciava…
Presi 15 alla prova d’italiano e persi te.
Gli esami passarono e la magica atmosfera, incandescente e zeppa di THC non c’era piú. Sono sul cesso di casa, eppure non ricordo piú niente di te, che capelli avevi? E di che colore gli occhi? Sarà stato tutto un flash, mica tanto indolore.
Buon viaggio a te, anima dannata, spirito incolpevole, che il fuoco possa danzare con te.

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Postato 3 settimane fa

Selvaggina desperada - parte prima


Vado di fretta, Mud mi aspetta. Stava in macchina, l’ho riconosciuto dalla nube di fumo che buttava fuori dai polmoni, e gli avevo anche detto tipo duecento o forse trecento volte di smettere di fumare, ma lui é una testa di cazzo, di quelle che muoiono teste di cazzo. Avevamo deciso di staccare la spina per un fine settimana, il nostro alloggio era uno squallido camper. Wow! Non per fare le vittime ma la monotonia della vita ci faceva del male, parecchio male, per allontanare le noie eravamo costretti a gettarci in qualche bar della periferia, strano ma in quei buchi di alcol e disperazione c’era sempre da festeggiare per qualcosa. Il nostro locale preferito era “El chupito de fuego” gestito da cileni trapiantati a Boston, il primo giro era sempre offerto dalla loro gentilezza, dopo aver svuotato abbastanza bottiglie tornavamo (se tornavamo) a casa senza un soldo, stracci da calpestare e poi abbandonare al marciume del tempo. Questo weekend doveva essere diverso, avevamo giurato niente alcol, donne (che non c’erano mai), lontani da risse varie, immersi nel relax e nella natura. Si peró Mud é un gran figlio di puttana, ha pisciato sul tappeto di casa! […]

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Postato 1 mese fa

"Sì, vaffanculo anche tu. Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi la abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti, puzzano di curry da tutti i pori. Mi mandano in paranoia le narici. Aspiranti terroristi! E rallentate, cazzo! In culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi. E te lo sbattono in faccia su Gay Channel. In culo ai bottegai coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica. Sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai russi di Brighton Beach. Mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè, con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli ebrei ortodossi, che vanno su e giù per la quarantasettesima, nei loro soprabiti imbiancati di forfora, a vendere diamanti del Sudafrica dell’apartheid. In culo agli agenti di Borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita. E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino? Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, alla Adelphia, alla WordCom! In culo ai portoricani, venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale. E non fatemi parlare di quei pipponi dei dominicani! Al loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Bensonhurst, con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant’Antonio. Che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper-East Side, con i loro foulard di Herme e i loro carciofi di Balducci da 50 dollari, con le loro facce pompate di silicone, truccate, laccate e liftate: non riuscite ad ingannare nessuno vecchie befane. In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili nascosti dietro il loro muro d’omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti, che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla chiesa, che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l’è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all’inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell’eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all’inferno. Stronzi cammellieri con l’asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi! In culo a Jacob Elinski, lamentoso e scontento. In culo a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera, le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena: mi ha venduto alla polizia… maledetta puttana. In culo a mio padre con il suo insanabile dolore, che beve acqua minerale dietro al banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, ai palazzoni di Alphabet city alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No. No, in culo a te, Montgomey Brogan. Avevi tutto e l’hai buttato via, brutta testa di cazzo!"


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Postato 1 mese fa

Il mio analista di fiducia mi lascia parlare


Mando giù aria e fango in queste paludi mai bonificate, rimane un castello o quella che era una residenza nobiliare. Ci sono delle vecchie armature, ferri deformati dalla lotta tra bestie, tra uomini, tra la parte di me che vuole dormire e quella che al contrario brama la carne. Il muschio copre i quadri che decorano le stanze, visi che sono sempre lí, passano le ere ma non vanno via, non si dissolvono tra i fumi, né marciscono avvolti da ragnatele e vermi, né bruciano nelle sabbie dei deserti umidi. Passó un cavaliere in quei corridoi, nudo, tempeste solari lo avvolsero in un vortice e lasció la spada tra le mura di casa sua, non ebbe il tempo di salutare. Polvere. Polvere piove nel castello, il tetto é ridotto a qualche mattone consumato, non ho l’ombrello, avevo visto le previsioni del meteo, non erano previste nuvole, che stagione é questa? Dimentico le cose piú banali: il tempo, l’ombrello, la spada, il cavaliere, il castello.

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Postato 1 mese fa

Ho sceso, dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

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Postato 1 mese fa

I miei occhi
sono a battesimo
oh sono osceno
e canto di lei
davanti a me
oh fantasma,inafferrabile oh.

Tutti i fiori col tempo si piegano verso il sole
so che dici che non c’è nessuno per te
ma uno qui c’è,
tutti i fiori col tempo si piegano verso il sole
so che dici che non c’è nessuno per te
ma uno qui c’è, uno qui c’è… uno qui c’è.


uno che non potrà mai essere capito
o tutti sono ubriachi col mondo ai tuoi piedi
o sobri senza un posto dove andare 


potremmo andare
possiamo viaggiare in giro
appassendo lontano da me
con il tuo viso davanti alla mia finestra
Quando piangerai per me
dolce salice

Tutti i fiori col tempo si piegano verso il sole
so che dici che non c’è nessuno per te
ma uno qui c’è,
tutti i fiori col tempo si piegano verso il sole
so che dici che non c’è nessuno per te
ma uno qui c’è,uno qui c’è…uno qui c’è.

——————
I due si trovarono coinvolti in una relazione dai risvolti tumultuosi a metà degli anni ‘90. Rapito dalla voce della Fraser per un’interpretazione della canzone Song to the Siren di Buckleypadre, Jeff, fece di tutto per conoscere la Fraser, proprio nei giorni in cui stava lavorando al suo album di debutto, Grace. Il loro modo di cantare si tradusse in un’infatuazione reciproca sia a livello artistico che sentimentale. I loro incontri durante i rispettivi tour promozionali di quell’anno furono appassionati e turbolenti e nonostante le voci che giravano intorno alla loro storia, Buckley fece di tutto per mantenere la privacy del loro rapporto, negando sempre la loro relazione in pubblico, mentre la Fraser trasponeva in canzoni scritte le gioie e i dolori del suo amore per Jeff. Tuttavia, Liz ebbe modo di parlare con onestà e schiettezza della vicenda anni più tardi quando, partecipando ad un bellissimo documentario della BBC “Jeff Buckley:Everybody Here Wants You”, disse: “Credo che Jeff mi abbia idolatrato prima che ci conoscessimo. Ero spaventata da questo. … Ed ero così con lui. Questo è imbarazzante, ma è la verità. Non riuscii a fare a meno di innamorarmi di lui. È stato adorabile. Ho letto i suoi diari, Lui lesse i miei. Ci fu questo scambio, letteralmente, di cose molto personali che non feci con nessun altro. Così in qualche modo c’è stata questa grande quantità di intimità, mentre in altri momenti, pensavo “oh no, non riesco a penetrare nella mente di questo ragazzo, affatto.» ” È chiaro che la coppia condivise qualcosa di estremamente personale e potente, probabilmente così potente che non sarebbe potuto durare a lungo. L’implosione non era lontana. A un certo punto, nel 1995, e per motivi tutt’ora sconosciuti, la coppia si sciolse. Fraser visse il suo dolore mentre stava promuovendo con i Cocteau Twins il loro EP ‘Twinlights’ nel 1995 “La mia dipendenza dall’amore fu peggiore che mai. Sono stata maniacale,”confessa … “L’EP (Twinlights) è a proposito di quell’uomo. Il mio “ultimo addio”. “L’ultimo addio (Last Goodbye) “, naturalmente, fu il titolo di primo singolo di Buckley. Una breve e intensa storia d’amore nella quale ci fu anche il tempo di scrivere (Jeff) e cantare (insieme a Liz) una bella canzone in puro stile Cocteau Twins “All Flowers In Time Bend Towards The Sun” nella quale si fondono le melodie e le voci dei due amanti con un testo che inizialmente ricalca le linee di Leonard Cohen “”i miei occhi sono un battesimo. Oh sono fusi. E lei canta nel mio pensiero”. La canzone non fu mai completata né tantomeno pubblicata.

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Postato 1 mese fa
C’erano una volta Candy e Dan. Era un anno molto caldo quello. La cera si scioglieva sugli alberi. Lui si sarebbe arrampicato sui balconi, si sarebbe arrampicato ovunque, avrebbe fatto qualunque cosa per lei. Oh Danny caro! Migliaia di piccoli uccellini le ornavano la testa. Tutto era oro. Una notte il letto prese fuoco. Era bello e un vero criminale. Vivevamo di sole e barrette di cioccolato. Era il pomeriggio del piacere più sottile. Danny il temerario, Candy si è persa. Gli ultimi raggi del giorno si muovevano come squali. Voglio provarla come fai tu questa volta. Sei piombato nella mia vita all’improvviso e mi è piaciuto. Abbiamo nuotato nel fango della nostra gioia. Io avevo le gambe bagnate di facile sottomissione. Poi si è creato un baratro tra noi e l’intero mondo è andato in pezzi. Questo è il problema. Questo, è ciò che abbiamo vissuto. Con te dentro di me arriva la coscienza della mia morte. E forse semplicemente non dormirò mai più. Il mostro a volte si nasconde dietro la bellezza. Siamo una famiglia normale, adesso, con gatti galline e fagioli. Ovunque io guardi. Forse a volte ti odio. Venerdì. Non volevo dire questo, madre del cielo. Angelo della tempesta. Ricordami nella mia opacità. Hai indicato il cielo, una di quelle si chiama Sirio, o stella del cane qui sulla terra. Vola via sole! Sei così divertente Danny. Un vaso di fiori vicino al letto. Le mie ginocchia nude all’alba.. Tutte queste cose e tu ti stai perdendo e anche io. Ti ho rotto la testa sulla destiera del letto ma il bambino è morto di mattina. Gli ho dato un nome, Thomas si chiamava. Povero piccolo oddio! Il suo cuore batte ancora come un tamburo voodoo.

C’erano una volta Candy e Dan. Era un anno molto caldo quello. La cera si scioglieva sugli alberi. Lui si sarebbe arrampicato sui balconi, si sarebbe arrampicato ovunque, avrebbe fatto qualunque cosa per lei. Oh Danny caro! Migliaia di piccoli uccellini le ornavano la testa. Tutto era oro. Una notte il letto prese fuoco. Era bello e un vero criminale. Vivevamo di sole e barrette di cioccolato. Era il pomeriggio del piacere più sottile. Danny il temerario, Candy si è persa. Gli ultimi raggi del giorno si muovevano come squali. Voglio provarla come fai tu questa volta. Sei piombato nella mia vita all’improvviso e mi è piaciuto. Abbiamo nuotato nel fango della nostra gioia. Io avevo le gambe bagnate di facile sottomissione. Poi si è creato un baratro tra noi e l’intero mondo è andato in pezzi. Questo è il problema. Questo, è ciò che abbiamo vissuto. Con te dentro di me arriva la coscienza della mia morte. E forse semplicemente non dormirò mai più. Il mostro a volte si nasconde dietro la bellezza. Siamo una famiglia normale, adesso, con gatti galline e fagioli. Ovunque io guardi. Forse a volte ti odio. Venerdì. Non volevo dire questo, madre del cielo. Angelo della tempesta. Ricordami nella mia opacità. Hai indicato il cielo, una di quelle si chiama Sirio, o stella del cane qui sulla terra. Vola via sole! Sei così divertente Danny. Un vaso di fiori vicino al letto. Le mie ginocchia nude all’alba.. Tutte queste cose e tu ti stai perdendo e anche io. Ti ho rotto la testa sulla destiera del letto ma il bambino è morto di mattina. Gli ho dato un nome, Thomas si chiamava. Povero piccolo oddio! Il suo cuore batte ancora come un tamburo voodoo.

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Postato 2 mesi fa

Song of the day: 

Kansas - Dust In The Wind

I close my eyes
only for a moment
and the moment’s gone
all my dreams
pass before my eyes a curiosity
dust in the wind
all they are is dust in the wind

Same old song
just a drop of water
in an endless sea
all we do
crumbles to the ground
though we refuse to see
dust in the wind
all we are is dust in the wind

Now, don’t hang on
nothing last forever
but the earth and sky
it slips away
And all your money
won`t another minute buy

Dust in the wind
all we are is dust in the wind
dust in the wind
all we are is dust in the wind
dust in the wind
everything is dust in the wind

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Postato 2 mesi fa

“Ci incontreremo là, dove non c’è tenebra.”

George Orwell - 1984

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Postato 2 mesi fa